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I Siti Internet (*siti* NON *city*...)
martedì 11 marzo 2003





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Siti Internet

Degli insiemi di pagine, ma con una struttura che dà un senso all’insieme

Diceva Aristotele, famoso web master dell’antichità, che "un mucchio di pietre non è una casa". Gli potremmo dare il gran premio per l’edilizia e trarne la lezione che... un mucchio di pagine HTML non è un sito!

Dire che un "sito" è un insieme di pagine HTML linkate, non vuol dire molto. Anche un libro potrebbe essere fatto di un insieme di pagine rilegate, ma se inizia con il foglio pag.122-123 (dice Aristotele che un foglio è stampato dai due lati, che costa di meno e si taglia meno albero) e continua con il pag.24-25, poi viene la 50-51, poi la 216-217, chi lo legge ’sto libro? Calvino (Italo, non il collega di Lutero) ci ha fatto un libro (rilegato abbastanza bene) su una storia di libri rilegati male (si chiama "Se una notte d’inverno un viaggiatore" e se volete leggervi dieci decimi di romanzo leggetelo senza indugio!)

Beh, anche un libro rilegato bene, se ci pensate, ha di solito una struttura abbastanza lineare, si va sempre e solo avanti ( a meno di aver dimenticato la storia o il nome di uno dei personaggi!).
Di solito, ma non sempre: un vocabolario, è raro che lo si legga dall’inizio alla fine... lo stesso per l’elenco del telefono e in generale per le opere dette "di consultazione". Se un’opera è "di consultazione", lo si capisce di solito guardando l’indice, se c’è e se è ben dettagliato; perché se non c’è o non è ben dettagliato, come cavolo si fa a consultare l’opera?
Il vocabolario e l’elenco del telefono sono due esempi estremi; non hanno l’indice, perché SONO strutturati come degli indici, ovvero permettono, data una "chiave" di trovare il contenuto corrispondente. In inglese si chiamano "hashtables", queste liste di corrispondenze chiave-contenuto; nei "databases" (le famose banche dati) si chiamano "tuple", è una parola italiana ma diciamo che è un po’ strana, o meglio fa parte dell’italiano che parlano i matematici. La parola "tupla", in inglese "tuple", vuol dire qualcosa che può essere una coppietta, una tripletta, una quadrupletta, una quinquipletta, una sessipletta, una settipletta... insomma una cosa multipla (mul-tupla!), di dati naturalmente. Nome e cognome sono ad esempio una 2-tupla, nome cognome e numero di telefono sono una 3-tupla... Beh, c’entra molto con le banche dati ma poco con i siti, per ammettete che sentivate la necessità di sapere che cavolo fosse... la prossima volta potremmo parlare della "arità", il numero di argomenti di una funzione... per che gente buffa i matematici, ma come parlano!

Quel che c’entra VERAMENTE coi siti è il labirinto.
Parliamo naturalmente di un labirinto come si deve, non quelli che visitate colla piantina e la guida e perché no i cartelli... La caratteristica di un labirinto vero è che non sappiamo orientarci rispetto a punti fissi generali; non c’è né est né ovest né sud né nord, c’è solo la mia destra e la mia sinistra, davanti a me e dietro di me. Nel labirinto vero non sappiamo dove siamo rispetto al labirinto. Mentre io in casa so che rispetto al condominio sto al settimo piano, vicino all’ascensore, e anche se non sto vedendo né il condominio nel suo complesso né i sei piani sotto né l’ascensore in questo momento, io SO che è così, nel labirinto saprei solo che sto al computer... esiste anche un disturbo delle orecchie che si chiama labirintite, e il primo sito che ho beccato or ora dice Labirintite é um termo com significado popular que, geralmente, se refere aos distúrbios relacionados ao equilíbrio e à audição. Sendo assim, popularmente e em sentido amplo, Labirintite pode significar tontura, vertigem, zumbido, desequilíbrio e varias outras formas de mal estar. Na verdade, o termo correto a ser usado seria Labirintopatia, que significa "doença do labirinto", e se non mi sono già perso deve essere stato un sito brasiliano. Si dice anche "perdersi in Rete", ci avete mai fatto caso? altro che "navigare"!

Il fatto è che la Rete nessuno la hai mai vista nel suo complesso (beh, forse quando era appena nata e c’erano tre computers attaccati); e che dove vado dipende da dove sono, da che links vedo adesso nella pagina.
Certo, posso sempre smettere di seguire links e dire no a questo modo labirintico di viaggiare e vedere: posso infatti scrivere un indirizzo a mano, usare i "preferiti" ("favorites", "bookmarks") se sono già stato in un certo posto e quando c’ero ho segnato il posto, o usare i motori di ricerca (questo modo di uscire dal labirinto può cacciarmi per in labirinti molto peggiori). Posso anche sconnettermi.

Per ora, dir che i siti hanno per la maggior parte uno fra questi tre tipi generali di struttura;
  1. il tipo "lineare" (una pagina dopo l’altra, come i siti sui manuali tecnici che non a caso rispecchiano delle pubblicazioni su carta; questo tipo è progressivo, dunque ideale per l’insegnamento);
  2. il tipo "ad albero", o "a pettine" (come certi siti, che sono fatti come un filesystem cioè l’organizzazione dle computer in un albero di files e cartelle; si entra dal tronco in un ramo, i rami sono indipendenti e per passare ad altri rami bisogna tornare indietro fino a trovare una diramazione comune col ramo in cui si vuole andare)
  3. il tipo "rizomatico" (il più labirintico, tutto è linkato a tutto; ideale per la consultazione, di solito impossibile da riordinare, penoso da gestire e molto pericoloso per via delle concatenazioni insensate di linkaggi che possono aver luogo)




Scheda scritta da Ernesto "Stalkern" Torresin, stalkern chiocciola tiscalinet.it
Copyright Ernesto Torresin 2003, licenza GNU/Free Documentation License

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